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| Note dall'atemporalità

Una saturazione di suoni e non suoni/... la ricerca di una essenzialità magmatica che viva senza tempo e sotto i linguaggi.
E il non tempo non ha linguaggi costituiti a priori, ma una severa necessità che lo accompagna nello sperimentare la forma sonora/... quella forma e non altra nel tempo reale della composizione. E così, nei ritmi del non tempo, i suoni convivono la infinita interferenza senza limiti se non quelli di una durata, di uno spazio determinato, (questa lacca ad esempio), dove la forma si manifesta unica ed irripetibile.
Qui le eterofonie ricercano le loro antica funzione di creare spazio e questa saturazione di suoni è il tentativo di versare nel non tempo materiali e cercare la strada lungo la quale quei suoni accogliendosi l'un l'altro in una temporalità altra si rinnovino...../ e si stabiliscano architetture (o frammenti di esse) abitabili da una memoria che cerca con il proprio tempo non tempo legami di ogni specie. ...../ ed allora il non tempo assume il respiro di una follia: "quella attività di ascoltare dentro e fuori di sé, di correre da un estremo all'altro, veloce come il lampo, da una cima all'altra, si era fatta così repentina da annullare il tempo di percorso della valle, sicché i due paesaggi apparivano sovrapposti ed all'unisono. Essi erano il bianco ed il nero di una realtà che si scolorava e si mutava in un sipario che sfuggiva ai colori dell'iride. Il tempo trascorso in quella operazione era senza tempo o forse aveva il ritmo della luce" .......
E la improvvisazione nell'istante in cui si impadronisce della sua pulsione cessa di essere tale per obbedire alle leggi di una necessità dinamica che deriva dal realizzarsi di uno spettacolo, non già scritto, ma interiore e nascosto e luogo finale di una memorizzazione che arriva da lontano...../ "Ora ci vediamo attraverso uno specchio nell'enigma/ poi ci vedremo faccia a faccia/ ora mi conosco in parte/ ma poi mi conoscerò come ora sono conosciuto (S. Paolo Ap. " 1 corinzi").
Nel Canto dell'ape il silenzio è base ineffabile dalla quale derivano le forme percepibili del brano. Il canto si svolge in un vuoto pneumatico irreale dove, tutt'al più, è possibile ascoltare un eco anticipato. E' quello a suggerire le dinamiche ed a quello esse ritornano. Le pause hanno sempre una pulsione di colore dispari. I suoni sono quelli di un sassofono soprano che dialoga con la sua essenza di tubo sonoro, metà maschio e metà femmina. Suoni temperati ed intervalli assenti.
/ " L'ape volando oltre le sabbie incontrò il tempo, proseguì parlando alle acque e volò nel non tempo, nel paese della memoria dove figure vagavano ed origliavano e si riflettevano in ombre misteriose "../... Il sassofono suona immerso in acqua, fiato continuo, ed un organo a bocca lo segue mentre un organo elettrico gli contrappone un ritmo in 2/4; " un tempo viene attraversato oltre le sabbie ".
Poi sono tre sassofoni immersi in acqua a procedere in questa nuova (per loro) atemporalità in questo ritmo tellurico organizzato con la sovraincisione di tre voci a "scacciapensieri mongolo " ed il pianoforte preparato suonato da Antonello Neri.
..... " Le genti di altri villaggi venute per vegliare, dovevano eseguire un canto funebre; ogni comunità aveva il suo canto, e tutti lo eseguivano contemporaneamente. Questa misura musicale vibrante e di una ricchezza fantastica cresceva in ondate aeree, formando a volte delle armonie insospettate, talaltra delle acute dissonanze". (Malynosky)
Un grande messaggio che ci arriva dalle culture altre, folkloriche ed etniche, è il suono che riempie gli eventi inconoscibili anche là dove il tempo diventa non tempo, anche là dove vivono i simboli di tutte le cose alate.
Molimo e Suoni sono due brani di omaggio.
Un sassofono, continuo, si sforza di raccontare, con parole sue, una polifonia pigmea "molimo". Ringrazio per questo l'amico etnologo Anthony Wadebrown. L'azione per organetti (du' botte) è una composizione per ance (sono i suoni predominanti della musica strumentale del centro sud d'Italia). Le citazioni che appaiono brevemente sono un frammento di un brano per zampogna e sax soprano ed uno solo di zampogna (pastorale). La zampogna molisana è suonata da Umberto Mosca.
...... "Certo è solo in un senso ampiamente metaforico che siamo (che possiamo essere) ancora dei pastori o dei contadini. Il nostro spazio sociale e naturale, è diventato senza confronto più complesso di quello in cui si dispiegavano la monodia o anche le polifonie primitive. Attualmente il controllo di questa complessità ci sfugge ancora ampiamente. Ma l'attività musicale ci offre l'occasione di una notevole elaborazione dei nostri spazi interiori ".
(Henri Pousser).
La forma di questa lacca si conclude con una immagine vocale: un tentativo asintagmatico di decodificare un momentaneo e scia-manico rituale interno.
Luigi Cinque
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