| Lucania e Calabria
II materiale sonoro di questo disco è stato registrato durante l'annuale festa presso il "santuario della Madonna del Pollino" (29 e 30 giugno 1978) e successivamente (23-30 agosto, 1-10 dicembre 1978, 2-12 marzo 1979) nei paesi e nelle campagne che maggiormente partecipano a quella festa. Ci si è riferiti quindi a quella parte della fascia calabro-lucana che circonda (in un raggio di circa 20 chilometri) il santuario del Monte Pollino, ed in particolare ai paesi di Terranova del Pollino (in provincia di Potenza), Alessandria del Carretto (Cosenza) e San Paolo degli Albanesi (Potenza).
La festa, il venerdì e il sabato precedenti la prima domenica di luglio, ha rappresentato per noi non solo l'occasione prima per la presente raccolta, ma anche una scelta che ha guidato tutto il procedere della ricerca. E' stato infatti alla "Madonna del Pollino" che abbiamo conosciuto i suonatori e seguendoli nei paesi d'origine ci si è fatto chiaro come quel loro "portare i suoni" alla Madonna di luglio fosse lo stigma essenziale comune a tutti coloro che ci hanno informato, siano essi calabri, lucani o albanesi. Quel pellegrinaggio era il segno non solo di una reale appartenenza ad una fascia folklorica (vale a dire ad un essere socio-economico diverso all'interno dell'eurocultura), ma anche del loro esserne la componente tradizionale e centripeta.
Questi suonatori sono ancora interpreti di una civiltà di tradizione orale con orientamento magico, con una precisa espressività funzionale, con un'intima esistenza "diversa", con il pellegrinaggio al Santuario come momento definente di questa loro cultura. Il motivo della festa è tornato così, durante la ricerca, a proporsi come l'elemento unificante: una ancor vitale soglia di sopravvivenza arcaica nella progressiva trasformazione della fascia folklorica calabro-lucana. Nelle case abbiamo trovato, in specifici ora calabri, albanesi o lucani, il ripetersi di comportamenti di origine arcaica ed un uso dei suoni estraneo a semiotiche colte e chiesastiche.
Inoltre, per ciò che riguarda i diversi stili (l'accentuato
off-beat della surdulina albanese, il ritmo isometrico del
tamburello, e dei "suoni" più propriamente calabri, e
la timbrica del lucano cupa-cupa), si è voluto documentare una convivenza di norme stilistiche che in tal guisa
confluiscono nella festa e che, nella zona in questione
(confluenza di Calabria, Lucania ed "albania") coesistono all'interno di uno stesso paese e spesso nella stessa
occasione rituale. L. C.
The musical documents contained in this recording were collected during the annual festivities which took place in the vicinity of the Sanctuary of the Madonna del Pollino (June 20-30, 1978) and subsequently (from August 23 to30, December 1 to 10, 1978 and March 2 to 12,1979) in the villages and countryside towns which actively participate in these festivities. More specifically these celebrations involve that part of Calabria-Lucania which surrounds (within a range of about twenty kilometers) Monte Pollino, and in particular the towns of Terranova del Pollino (in the province of Potenza), Alessandria del Carretto (Cosenza) and San Paolo degli Albanesi (Potenza).
This holiday, on the Friday and Saturday preceding the first Sunday in July, was for us not only an occasion to gather this material but also a choice which conditioned the entire research procedure. It was at the "Madonna del Pollino" in fact, that we became acquainted with the musicians, and in following them to their home villages it became evident that their "transportation of sounds" to the "Madonna" in July was an essential stigma common to all our informants, whether from Calabria, Lucania or the Albanian communities. That pilgrimage was a sign not only of an actual affiliation with a specific folkloric area (i.e., to a diverse socio-economic reality within European culture), but also of their being a traditional and concentric component of it.
These musicians are still interpreters of a form of oral tradition with magical orientation, with a precise expressive function, a "different" internal existence, the pilgrimage to the Sanctuary being, therefore, the culminating moment of their culture. The motivation for the festivity thus returned, during research, tg propose itself like a unifying element; a still vital threshold of archaic survival within the progressive transformation of the folkloristic Calabrian-Lucanian area. In the various homes - whether Calabrian, Albanian or Lucanian - we found the repetition of behaviour of archaic origin and a use of sounds which are extraneous to both high culture and to the church.
Furthermore, as far as the various styles are concerned
our purpose was to document the cohabitation of
stylistic norms which come together in that manner
during certain celebrations and which, in the specific
areas co-exist.
Le matériel sonore de ce disque a été enregistré pendant la fête annuelle au sanctuaire de la "Madonna del Pollino" (29 et 30 juin 1978) et par la suite (23-30 août, 1-10 décembre 1978, 2-12 mars 1979) dans les villages et les campagnes qui participent le plus a cette fête. Nous nous sommes donc intéressés a cette partie de la région de la Calabre et de la Basilicate qui entoure (dans un rayon d'environ 20 kilomètres) le sanctuaire du Monte Pollino et en particulier aux villages de Terranova del Pollino (dans la Province de Potenza), Alessandria del Carretto (Cosenza) et San Paolo degli Albanesi (Potenza).
La fête, le vendredi et le samedi qui précèdent le premier dimanche de juillet, a représenté pour nous non seulement la première occasion pour ce recueil mais aussi un choix qui a guide toute la poursuite de la recherche. En effet, e'est à la "Madonna del Pollino" que nous avons connu les joueurs et en les suivant dans leurs villages d'origine nous avons compris que leur façon de "porter les sons" a la Madone de juillet était le stigmate essentiel commun à tous ceux qui nous ont renseignés, qu'ils soient calabrais, lucaniens ou albanais. Ce pèlerinage était le signe non seulement d'une appartenance réelle a une région folklorique (c'est-à-dire a un façon d'être socio-économique différente a l'intérieur de l'euroculture), mais aussi dans le fait d'en être te composant traditionnel et centripète.
Ces joueurs sont aussi les interprètes d'une civilisation
de tradition orale avec une orientation magique, une
expressivité fonctionnelle précise, une existence intime
"différente" avec le pèlerinage au Sanctuaire comme le
moment qui définissait leur culture. Le motif de la fête
est ainsi revenu, pendant la recherche, a se proposer
comme l'élément unificateur: un seuil de survivance
archaïque encore vital dans la transformation progressive
de la région folklorique de la Calabre et de la Basilicate.
Nous avons trouvé dans les maisons, soient-elles calabrai-
ses, albanaises ou lucaniennes, la répétition de comportements d'origine archaïque et un emploi des sons étranger a des sémiotiques cultivées et religieuses. |